L’ASTENSIONISMO INFORMATIVO

Una considerazione del direttore diRADIO DOMINA NOSTRA“, Don Alessandro Maria Minutella


Si tratta di una vera piaga nella Chiesa d’oggi, per la quale i colpevoli restano impuniti. L’astensionismo dell’informazione è qualcosa d’altro rispetto all’informazione detta di regime, quella che si chiama anche propaganda. Quest’ultima, alterando del tutto la realtà, la mistifica in favore del capo, del dittatore, di chi detiene, in una parola, il potere.L’informazione viene recepita e infine asservita al potere dominante, in pratica si trasforma il dato informativo in prestito menzognero.

A. Tornielli, M. Tarquinio e il gesuita padre Spadaro

Esempi di informazione propagandistica, purtroppo, con un certo imbarazzo, ce ne sono più di quanto si possa immaginare. Dal giornalista, mi pare, caporedattore di Vatican Insider, Andrea Tornielli, al quotidiano Avvenire, diretto da Marco Tarquinio, e poi ancora da TV 2000 a Civiltà Cattolica, il prestigioso organo d’informazione dei Gesuiti, per giungere anche a una galassia di siti e profili presenti nei social, noti e meno noti, tutti in fila per osannare papa Francesco, e per questo abilmente capaci di alterare la verità dei fatti, se non di portare avanti una vera campagna persecutoria, senza esclusione di colpi, nei confronti di quanti si azzardano a criticare o a anche semplicemente a rendere note le cose come effettivamente stanno nei confronti del sempre più palesemente ambiguo governo bergogliano.

Accanto o dietro a questi organi di informazione di regime, cui in modo del tutto naturale si allineano i maggiori canali televisivi, troviamo la galassia di realtà che se non scadono mai nella propaganda dichiarata, e se timidamente accennano ai problemi che la Chiesa sta vivendo in questi disastrosi sette anni di governo di papa Francesco, fanno poi salti mortali per evitare di compiere l’ultimo passo, quello che appartiene onorevolmente a Radio Domina, cioè la denuncia della verità fino in fondo.

Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria

La ragione di questo astensionismo, che vede coinvolti network seguitissimi, come Radio Maria, il cui Direttore, padre Livio Fanzaga, sembra irriconoscibile, sta in quel principio di auto-preservazione di sé stessi e, probabilmente in modo più nobile, dell’opera che si porta avanti. Si finge il dissenso, oppure lo si accredita, ma mai fino a indicare chi è il colpevole numero uno, nel tentativo di salvare capre e cavoli.

Spiccano, tra le guglie ipocrite di questo gotico impianto, “Corrispondenza Romana” del noto professore De Mattei, come anche “La Nuova Bussola Quotidiana” di Riccardo Cascioli. Dietro a questi seguitissimi network, ci sta un gruppo di presuli, tra cui Burke, Schneider e altri, che passano per difensori della fede cattolica, quando in realtà, tacendo colpevolmente sul responsabile primario, che è Bergoglio, finiscono consapevolmente col fare il suo gioco.

Il regime non ha mai temuto il dissenso, quando quest’ultimo glissa sui responsabili veri, anzi se ne serve come credito di pluralismo dell’informazione. Un’altra cosa è quando si additano i responsabili principali, facendo nomi e cognomi. Io sono figlio di una città, Palermo, “bella e disgraziata”, come la definiva Paolo Borsellino, in cui, negli anni di piombo, invalse la moda dei cosiddetti preti antimafia, che tuttavia non suscitavano alcun problema ai capi di Cosa Nostra.

Altra fu la reazione nei confronti, per esempio, di un Giovanni Falcone che, senza limitarsi alle solite denunce autolesioniste, lavorava per individuare i nomi della mafia.In tempi di regime è acclarato che la dissidenza subisce ritorsioni profonde. Si chiama principio di “salvavita”, o se volete, di “salvapoltrone” o anche di “salvaonore”. Sì, perché il regime è in grado di distruggere il dissenso, di zittirlo e, infine, dopo averlo sottoposto alla gogna mediatica, per renderlo ridicolo, di distruggerlo del tutto, quando giunge a indicare i responsabili.

Sui network compare un elenco sterminato di preti, col piglio santo, che camuffano questo astensionismo informativo con il pretesto della prudenza. Che è una virtù, lo ricordiamo, subordinata a quella teologale della carità. Stamattina, padre Livio, nel suo commento alla stampa, si domandava come mai, il coronavirus, che è nato in Cina, dice lui, perché è il paese più ateo del pianeta, abbia poi attecchito così tanto in Italia. Si chiedeva le ragioni di questo attecchimento, astenendosi, ne sono certo, perché lo stimo, nonostante tutto, dal collegare immediatamente questo castigo al peccato di idolatria commesso da Bergoglio in Vaticano, col piazzamento della Pachamama. Il Direttore di Radio Maria è abbastanza intelligente perché gli sfugga questo principio elementare di causalità.

C’è chi si è spinto oltre, fino a rasentare l’ipocrisia dei farisei, non proprio elogiati dal Signore. Mi riferisco al cardinale Sarah, che nel libro sul celibato, prende di mira le conclusioni del Sinodo sull’Amazzonia, da ogni parte, salvo poi non solo non accreditare la responsabilità a Bergoglio, come vuole la logica più elementare, ma persino tentare di salvaguardarlo. Sarah riesce a far credere che esista un partito progressista che vuole questi cambiamenti nella Chiesa e che idolatra Pachamama, senza che il povero papa Francesco riesca a frenarli.

Quanta ipocrisia, mossa da poco nobili calcoli umani! La poltrona rossa fa gola…L’immagine impietosa del mistico cardinale Comastri che, afflitto, prega il rosario in una Basilica deserta, giunge fino a suscitare fastidio.Alla fine, l’astensionismo informativo va di pari passo con la propaganda di regime. Se diversi sono i metodi, comune è l’obiettivo, che è quello di tacere con omertà colpevole sul vero responsabile del disastro odierno nella Chiesa.

Per esempio, se uno apre il portale “La Nuova Bussola Quotidiana”, potrà notare la stessa schizofrenia, tipica di Radio Maria. Additare a destra e a manca i vari esponenti di posizioni teologiche eretiche, tutti decisamente sostenuti e piazzati nei posti di rilievo da Bergoglio, e poi postare più giù l’ultima catechesi del “Santo Padre”.

Di recente, il professor De Mattei ha organizzato una preghiera di protesta davanti al palazzo arcivescovile del cardinale Marx di Monaco, dimenticando che il presule tedesco è uno dei più apprezzati portavoce del pensiero eretico dell’amato papa Francesco.La storia potrà giudicare sia l’astensionismo che la propaganda, che miete vittime da padre Livio a De Mattei, da Burke a Sarah, facendo comparire noi di Radio Domina come fuori dal coro.

La Chiesa non è una realtà politica, che si può manipolare in forme di dittatura, e neppure un’entità statale, che si può gestire con i massoni di turno, tutti in giacca e cravatta. La Chiesa è la Sposa di Cristo. Per questo, se nei confronti delle realtà umane, il compromesso informativo può non solo resistere, ma persino trionfare, fino a impiantare un dato storico del tutto menzognero, non così sarà per la Chiesa cattolica.

C’è da registrare persino l’ansia di vendetta che, nel mondo clericale, additato da me come complice di Bergoglio, fa girare un documento con tanto di firme, per chiedere al papa la riduzione allo stato laicale. Sembra la ben poco nobile pagina dell’uccisione del poco noto generale pugliese Nicola Bellomo che, dopo aver strenuamente difeso la città di Bari dai tedeschi, compilò un dossier in cui elencava i nomi di parecchi ufficiali italiani, che si erano dati alla fuga o avevano raggiunto compromessi vari.

Questi ultimi, per vendicarsi, riuscirono a farlo fucilare, nel settembre del ’45, con un’accusa inesistente presso il tribunale alleato. Bellomo poteva chiedere la grazia, e si sarebbe salvato, ma preferì andare incontro alla morte, perché, diceva, non avrebbe accettato l’infamia di criminale di guerra, che gli veniva contestata. E’ appena passato un anno, per me, che il cardinale Burke mi domandava di andarmi a mettere in ginocchio dal mio vescovo, per chiedere perdono a papa Francesco!

Ho preferito tenermi l’infamia di due volte scomunicato, piuttosto che passare dinanzi a Dio come vile disertore della verità!Prima di morire Bellomo scriverà ai suoi cari, la moglie e i figli, una lettera splendida, nella quale si diceva sereno di andare incontro al giudizio di Dio, offrendo peraltro il perdono ai suoi ignobili accusatori, i quali moriranno tutti avanti negli anni, anziani, ma chissà con quale predisposizione di coscienza dinanzi al tribunale inappellabile di Dio.

Prima o poi la dittatura, che ha tutto il sapore anticristico, cesserà. Questo clima di terrore e di paura terminerà. Sta per giungere quel “grande prelato”, di cui parla la Santa Vergine nelle apparizioni in Ecuador nel XVI secolo, quel “leone di Maria”, che saprà, come merita Bergoglio e la falsa chiesa, fronteggiare l’errore, non con quei ridicoli compromessi che oggi sono così diffusi, ma con la forza della fede. Mentre il sole del pontificato ratzingeriano volge al tramonto, l’alba del governo del pastore indomito della vera Chiesa, si staglia all’orizzonte.

Costui terrà semplicemente in mano la croce e la corona del rosario, perché il nemico che si è assiso fin sul trono di Pietro, non è anzitutto umano, è il diavolo, quel satana che il grande prelato scaccerà via come il più grande esorcista della storia della Chiesa.Forse noi saremo ancor più vittime del sistema. Ma alla fine, verrà fuori la verità, e i nomi citati, compromessi con l’astensionismo o collusi con la propaganda tornacontista, finiranno con l’essere indicati col solo nome che meritano, quello di colpevoli disertori della verità.E a tutti voi, amici di Radio Domina, domando quel che la Santa Vergine chiese a La Salette nel 1846 circa il messaggio dato:

“figlioli, andate, fatelo passare a tutto il mio popolo”…

Don Alessandro Minutella


Matteucci Marco – © GRAFO2000 | Lunedì 6 Aprile 2020

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